Vai al contenuto principale
Luxury. Silence. Relax.
Solo per adulti
Contatto WhatsApp
Blog Blog
Enogastromia

Tra tradizione e sostenibilità: il recupero di una vigna storica del 1965

Nel paesaggio rigoglioso e senza tempo delle colline umbre, l’azienda agricola biologica di Cantina Altarocca si sviluppa nel profondo rispetto per la terra e per la sua memoria. In questo spirito nasce il progetto di un importante lavoro di recupero di vigneti storici risalenti al 1965, testimoni silenziosi di stagioni, vendemmie e tradizioni che rischiavano di andare perdute.

Un progetto nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni

Il primo obiettivo è stato il ripristino dell’ordine originario dei filari, molti dei quali risultavano inclinati, disallineati o compromessi dal tempo e dall’incuria, restituendo al vigneto la sua geometria e dignità.

Parallelamente, è stata effettuata una profonda pulizia di tutta la vegetazione incolta e infestante, che negli anni aveva soffocato le piante, sottraendo luce, aria e nutrimento. Questo lavoro ha permesso alle viti di tornare a respirare e di esprimere nuovamente il loro potenziale produttivo.

In questo progetto, ogni intervento è stato pensato per rispettare l’identità originaria del vigneto. Coerentemente con la nostra filosofia biologica, abbiamo scelto di guardare alle vecchie tradizioni e utilizzare esclusivamente materiali tradizionali ed ecocompatibili: passoni di castagno e vinchi.

Il valore del castagno: tradizione e resistenza

Il castagno, da sempre impiegato nelle campagne italiane, è un legno straordinariamente resistente e durevole.

La sua elevata concentrazione di tannini conferisce al legno una naturale resistenza alla decomposizione, agli insetti e agli agenti atmosferici, riducendo la necessità di trattamenti chimici. Studi e pratiche consolidate nel settore forestale evidenziano come il castagno possa durare molti anni anche in condizioni esterne difficili, mantenendo integrità e stabilità.

Dal punto di vista ecologico, la scelta del castagno rappresenta un gesto concreto verso la sostenibilità. Si tratta infatti di un materiale: naturale e rinnovabile proveniente da filiere locali; con un basso impatto energetico rispetto a soluzioni industriali come cemento o acciaio e biodegradabile.

L’utilizzo del castagno non solo riduce l’impronta ecologica del vigneto, ma contribuisce anche a preservare un’economia rurale legata al territorio.

Il vinco: semplicità naturale, efficacia duratura

Altro elemento distintivo del recupero è rappresentato dalle legature realizzate con vinco, ovvero rami flessibili di salice o altre essenze arbustive.

Questa tecnica, antica quanto la viticoltura stessa, offre numerosi vantaggi: grande elasticità naturale, che consente di accompagnare la crescita della vite senza danneggiarla e costringerla; buona resistenza, capace di mantenere la legatura stabile nel tempo, pur mantenendo una struttura leggera e la sua adattabilità, perfetta per lavorazioni manuali e interventi puntuali.

Sotto il profilo ecologico, i vantaggi sono ancora più evidenti essendo un materiale: completamente biodegradabile, privo di materiali sintetici, evitando l’introduzione di plastiche nell’ambiente spesso impiegate nelle legature moderne e a filiera corta, spesso raccolto e lavorato localmente, riducendo trasporti ed emissioni. L’uso del vinco restituisce autenticità al vigneto e mantiene vivo un sapere antico fatto di manualità e attenzione.

Perché recuperare una vigna del 1965?

La risposta risiede nel bicchiere. Le viti del 1965 hanno radici profonde, capaci di attingere ai nutrienti più nascosti del sottosuolo, offrendo una complessità aromatica e una mineralità che solo il tempo può conferire. Recuperare questa vigna significa preservare un patrimonio genetico unico e produrre un vino che sia l’espressione pura e sincera del terroir di Altarocca.

Ogni filare racconta oggi una storia di rinascita: ciò che era abbandonato è tornato produttivo, ciò che era nascosto è tornato visibile.

Un equilibrio ritrovato

Il recupero di questa vigna storica non è solo un intervento agricolo, ma un vero e proprio manifesto di valori: è un impegno concreto verso la tutela del paesaggio, un ritorno consapevole a pratiche tradizionali capaci di coniugare qualità, sostenibilità e identità, riscoprendo materiali semplici ma straordinari per efficacia e rispetto dell’ambiente.

Tra filari sostenuti da passoni di castagno e viti legate con vinco, prende forma un paesaggio che non è solo bello da vedere, ma anche giusto da vivere e gustare in una delle esperienze targate Altarocca e nel Ristorante Invinum.

 

Vigneto 1965
This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.